Follia PD: accusa CheAriaTira di malafede. ARPAT ci dà la risposta! - Cittadini in Comune

Follia PD: accusa CheAriaTira di malafede. ARPAT ci dà la risposta!

In un comunicato dal titolo “La superficialità sulla pelle e sulla salute dei cittadini la lasciamo ad altri.” il gruppo consiliare del PD di Collesalvetti ha attaccato frontalmente il progetto CheAriaTira accusandolo di superficialità, manipolabilità dei dati e addirittura malafede:

Comunicato apparso il 15/01/2020

“le centraline” […] “hanno un gran vantaggio rispetto a quelle degli enti seri: danno il risultato che vogliamo!”

“Vogliamo che dimostrino che c’è inquinamento? Ecco fatto, dati alla mano! Vogliamo che l’aria sia pulita? Basta calibrare la nostra centralina ad hoc!”

“C’è anche malafede?”

Si tratta dell’ennesimo affronto alla società civile da parte di un partito che più volte si richiama al civismo e alla partecipazione per attrarre consensi ma poi all’atto pratico si dimostra diffidente (parlare addirittura di “malafede”?? Suvvia!) se non astioso verso un mondo che non gli appartiene più dato che in soli 5 anni 4 elettori “storici” su 10 del PD hanno cambiato preferenza.

Un partito così chiuso su se stesso da bocciare una mozione sulle petizioni Online dicendo che sono inaffidabili dimenticando che poco più di un anno fa proprio la giunta PD ne lanciava una su Change.org. Due pesi due misure dunque? Quello che fa il partito è ok, quello che fanno liberamente i cittadini di propria iniziativa no??

Già, perché noi siamo quelli che non hanno studiato, non hanno letto ne approfondito, invece il PD si occupa da decenni del glorioso sviluppo della nostra comunità…. infatti abbiamo una raccolta differenziata ordinata (ai minimi) ad un costo ragionevole (aumenti TARI record), strutture pubbliche fruibili e affidate in modo trasparente (occupate senza contratto di gestione), viabilità sicura (la 555…), e chi obiettasse a questa evidente buona gestione ecco la pacata risposta, già perché il PD è per il dialogo non per l’odio social:

Farneticazioni

Ecco, forse questa volta sarebbe dovuto essere chi ha scritto il comunicato (che comunque rappresenta tutto il gruppo consiliare) a leggere ed approfondire un po’ prima di diffondere vere e proprie fake news (scusate l’inglesismo, leggi cazzate in italiano). Prima di ventilare malafede avrebbe almeno potuto controllare i dati, sarebbe stato semplice verificare che quanto misurato dalla centralina ARPAT di Stagno è in linea se non superiore alle rilevazioni della centralina CheAriaTira di Via 8 Marzo. Entrambi i rilevatori hanno individuato uno sforamento del limite PM10 il giorno 3 Gennaio. Se ci saranno evidenti disallineamenti saremo i primi a segnalarlo e a verificarne le cause! Ci vorrà un lungo periodo di analisi e la misura di medie mensili per poter fare delle prime considerazioni. Ecco i grafici a puro titolo illustrativo, non abbiamo mai detto che queste centraline siano sostitutive di quelle ARPAT:

Dati ARPAT Stagno
Dati CheAriaTira Stagno

Noi di Cittadini in Comune per Collesalvetti, che non siamo nemmeno citati nel comunicato, a differenza di CheAriaTira stessa, ci sentiamo però in dovere di rispondere per rispetto dei cittadini che hanno contribuito a questa iniziativa civica e per fornire i dovuti chiarimenti da fonti appunto “serie” come dice il PD (proprio ARPAT stessa!) a fronte delle bugie e delle illazioni che sono state diffuse col solo fine di screditare il lavoro altrui.

Riportiamo direttamente ciò che ARPAT ha scritto su questa iniziativa che va avanti ormai da anni (articoli completi ai link):

Estratto Articolo del 19 Luglio 2017 “Piana fiorentina: misurazioni integrative della qualità dell’aria“

“La città di Firenze, ed in particolare la piana fiorentina, sono oggetto negli ultimi tempi di più progetti di misurazione della qualità dell’aria, alcuni dei quali hanno tra i promotori, nonché finanziatori, anche i cittadini. Queste esperienze possono fornire un contributo alla conoscenza dell’aria ambiente ulteriore rispetto alle misurazioni “ufficiali” realizzate da ARPAT tramite la rete regionale di monitoraggio.”

A metà maggio 2016 ha preso avvio anche il progetto Che aria tira?, il progetto di autocostruzione – da parte di cittadini interessati al tema – di una rete di centraline low cost per la misurazione della qualità dell’aria nella piana fiorentina.

[…]

Al momento si stanno ultimando le fasi di test e validazione dei sensori che analizzeranno PM2.5 e PM10.

I dati raccolti, che saranno pubblicati in tempo reale su una piattaforma pubblica, saranno anche utilizzati per uno studio scientifico partecipato concernente sia il rilevamento dell’inquinamento atmosferico sia gli effetti sulla salute umana.

Per quanto riguarda il “riconoscimento da parte di ARPAT” riportiamo le precisazioni in merito ad un articolo di stampa su una centralina a Calenzano pubblicate il 22/10/2018

“In relazione all’articolo pubblicato su Bisenzio il 12.10.18 si fa presente che ARPAT non ha alcuna facoltà di dare riconoscimento ad alcun sistema di monitoraggio della qualità dell’aria.

A riguardo di strumenti e metodi si sottolinea che la valutazione della qualità dell’aria ambiente, rispetto ai limiti previsti dalla normativa italiana (D.Lgs. 155/10 e s.m.i.), è basata sull’utilizzo dei metodi definiti dalla normativa stessa (DM 26.01.2017 e DM 30.03.2017), metodi che sono applicati nella rete regionale toscana gestita da ARPAT.

D’altra parte lo sviluppo di esperienze di “citizen science” è visto con interesse da parte del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (di cui ARPAT fa parte), così come dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, che stanno realizzando progetti di vario genere di questo tipo.

Peraltro, ARPAT partecipa con enti di ricerca come CNR e Università ad attività in cui vengono utilizzate centraline low cost in affiancamento a postazioni di monitoraggio della Rete regionale Toscana.

L’importante è essere consapevoli che non tutti i dispositivi smart hanno la stessa validità e in ogni caso non possono sostituire il monitoraggio ufficiale ma fornire informazioni aggiuntive a quelle fornite dai dispositivi che operano secondo standard stabiliti dalle norme italiane ed europee.”

Un articolo più recente pubblicato il 06/05/2019 dal “Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente” parla di  Un nuovo modo di essere cittadini: dalle smart city alla citizen science

Nel nostro Paese i cittadini si stanno rendendo sempre più parte attiva della cosa pubblica, realizzando, nel proprio contesto locale o su una scala anche più ampia, dei cambiamenti tangibili e creando allo stesso tempo un nuovo modo di essere cittadini e componenti di una determinata comunità.

Dalle persone che si rimboccano le maniche per risolvere un problema che affligge il proprio territorio o la propria comunità, a persone che in nome di una sensibilità sempre più accesa verso le problematiche ambientali si sono fatte promotrici di progetti di raccolta dati e monitoraggio ambientale.

In entrambi questi casi stiamo parlando di attività che, pur non arrivando sempre all’attenzione del grande pubblico, ci raccontano di cittadini partecipi alla cosa pubblica, corresponsabili del buon andamento della propria città o della cura e gestione della “casa comune”, ovvero l’ambiente.

Esempi di citizen science li abbiamo sotto i nostri occhi nelle nostre città: citiamo ad esempio il progetto Che aria tira? di autocostruzione – da parte di cittadini interessati al tema – di una rete di centraline low cost per la misurazione della qualità dell’aria nella piana fiorentina;

[…]

Resta il fatto che costruire e mantenere attiva la comunità e la fiducia tra i suoi membri sono punti chiave di qualsiasi progetto di citizen science come di smart city e sarebbe dunque auspicabile che le istituzioni si facessoro promotori e facilitatori di tali iniziative da cui loro stesse possono trarre vantaggio. Del resto la stessa Costituzione ci dice che le amministrazioni dovrebbero favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, per lo svolgimento di attività di interesse generale. I patti di collaborazione fra cittadini e amministrazione sono in questo senso strumenti importanti con cui i Comuni, insieme ai cittadini attivi, possono concordare tutto ciò che è necessario fare per realizzare degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa.”

E se tutto questo non bastasse c’è la FAQ sul sito CheAriaTira con dettagli molto approfonditi sul processo di taratura (centraline low cost, sì, ma che vengono tarate rispetto a sensori di livello superiore con una metodologia validata!), la tipologia di sensori usata, i vantaggi e gli svantaggi rispetto a quelli usati da ARPAT e perché ARPAT deve usare certe metodologie per ottenere dei rilevamenti che siano validi secondo le normative comunitarie.

Insomma, ben vengano le critiche e i suggerimenti, ad esempio molti cittadini durante la raccolta fondi ci hanno detto di essere scettici perché gli inquinanti più pericolosi, quelli prodotti in particolare dalla raffineria, sono ben altri rispetto alle sole polveri sottili rilevate dalla centralina. E questo è vero, di questo si può discutere e argomentare considerando che comunque è un inizio da cui partire, ma un attacco volto solo a screditare, senza citare fonti ne argomenti oggettivi, misurabili, tra l’altro senza mai citare il vero destinatario del proprio attacco…. ecco questo è proprio il peggio del peggio che si possa sentire, una scorrettezza e un modo di fare che a noi non appartengono.

Avanti tutta!